Note sugli strumenti notarili urbinati del Trecento

Bruno Breveglieri

Abstract


Urbino può contare, per lo studio della sua storia economica e sociale, su una documentazione di eccezionale ampiezza, tendenzialmente esaustiva: nella locale Sezione di Archivio di Stato, infatti, sono conservati in serie quasi completa i cosiddetti Libri o Registri delle Quadre, in cui sono trascritti in copia i documenti prodotti nella città, sistematicamente ordinati secondo le quadre (quartieri) di residenza dei notai rogatari, Vescovado, Pusterla, Santa Croce, Porta Nova. Naturalmente, come tutti questi sistemi di registrazioni, essi non potevano riguardare la totalità degli atti, ma soltanto i più rilevanti per la vita civile della comunità, in particolare quelli per un valore superiore ai dieci fiorini. Tuttavia, insieme all’altra imponente serie dello stesso archivio, i protocolli notarili, possono fornire una rappresentazione approfondita di molti aspetti della società urbinate: a partire, però, dal 1407 (1418 per i protocolli), anno di fondazione o, piuttosto, rifondazione di un ufficio del registro da parte del conte Guidantonio da Montefeltro.

 [Segue nel testo ...]

* Presentato dal Coordinamento della Rivista.


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ISSN 1125-2057

ISSN (Online) 2464-9333