Ernst Jünger: l’Arbeiter, la guerra e l’incanto della razionalizzazione

Stefano G. Azzarà

Abstract


Nel 1945, quando la Seconda guerra mondiale era appena finita, Martin Heidegger scriveva un’interessante memoria sugli anni del proprio Rettorato all’Università di Friburgo e sui rapporti intrattenuti in quell’epoca con il nazionalsocialismo. In questo testo, che veniva redatto anche pensando alla propria difesa personale nei confronti delle pesanti accuse di collusione con il regime appena deposto e che sarà pubblicato soltanto diversi anni più tardi, Heidegger riconosceva esplicitamente l’importanza cruciale della riflessione di Ernst Jünger per l’elaborazione della propria visione del presente storico e delle sue coordinate metafisiche. Nel saggio di Jünger su La mobilitazione totale, del 1930, e soprattutto nella sua opera capitale, Der Arbeiter, del 1932, diceva Heidegger, l’«essenziale comprensione» del ruolo ontologico della volontà di potenza messo in luce da Nietzsche faceva sì che «venissero visti e prefigurati la storia e il presente dell’Occidente», permettendo a chi realmente intendeva tali idee di «cogliere ciò che era sul punto di affacciarsi sull’orizzonte della nostra storia».

[Segue nel testo ...]

* Presentato dal Dipartimento di Scienze Umane “Pasquale Salvucci”.


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ISSN 1125-2057

ISSN (Online) 2464-9333