La presenza di Papiniano e Paolo nella formazione giuridica offerta dalle scuole tardo antiche e giustinianee

Anna Maria Giomaro

Abstract


“e il poeta, fin che non muoia l’inno, vive, immortale” (Pascoli, Solon). La voce e il pensiero dei grandi giuristi del passato più o meno risalente, di Gaio, di Papiniano, di Paolo, si immortala in “lezione” nelle scuole di diritto fin dall’epoca pregiustinianea, attraverso l’insegnamento (la recitatio) delle loro opere, o forse, prima ancora, attraverso la loro stessa voce magistra. Per arrivare fino alle soglie dei secoli delle codificazioni.

Prendendo a modello l’esperienza antica il saggio vuole riflettere sui due modi di tradizione del sapere individuale, quello orale, diretto, voce magistra appunto, e quello indiretto, scritto, formato attraverso lo studio e l’utilizzo delle opere dei maestri.

 

“e il poeta, fin che non muoia l’inno, vive, immortale” (Pascoli, Solon). Voices and thoughts of the jurists of the past, Gaius, Papinian, Paul, became “lessons” in the law schools since the pre-Justinian period, through the teaching (recitatio) of their works or their own voice magistra.

The essay brings to light the two models of trasmission of individual knowledge: the oral model based on the voce magistra and the indirect model formed through the study and use of the works of the Masters.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.585

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