Confessioni religiose, movimenti e altre organizzazioni di culto nell’ordinamento costituzionale italiano. Un percorso incompiuto.

Giovanni Battista Varnier

Abstract


L’A. mira ad inquadrare nel tema dell’incontro “L’ordinamento costituzionale italiano tra riforma e conservazione” (tenutosi a Urbino l’11 aprile 2003) la “riforma della disciplina del fenomeno religioso [...] realizzata tra il 1984 e il 1985 con gli accordi di Villa Madama e l’avvio delle intese”, una disciplina che, nella singolare alternanza di progetti e finalità in contrapposizione (di qui l’uso della figura retorica dell’ossimoro), rimane ancora incompiuta. Per cui, se da un lato per sei confessioni le relative “intese” sono ormai ufficiali mentre altre minoranze religiose nello Stato italiano continuano ad essere governate dalla legge 1159 del 1929, dall’altro lato lo stesso “diritto delle intese” denuncia sempre più il suo fallimento, e si fa strada l’idea di “una norma generale, che costituirebbe un doppio binario tra confessioni religiose regolate da una norma negoziata e altre disciplinate da norme di diritto comune”. Si auspica dunque un intervento legislativo di fronte ai rischi di erosione dell’area dei diritti umani operata sia a livello del diritto privato, sia, ancor più drammaticamente, a livello di diritto pubblico, dall’“offensiva delle religioni”.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.359

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