La responsabilità civile dell’atleta.

Barbara Agostinis

Abstract


La circostanza secondo la quale durante la competizione l’atleta può cagionare danni ad altri partecipanti, posto che alcune discipline gli impongono di tenere una condotta violenta, impone di chiarire il fondamento ed i limiti della liceità dell’attività sportiva, superati i quali il comportamento dell’atleta non può essere giustificato dall’ordinamento giuridico. L’emanazione della legge 17 ottobre 2003 n. 280, che prevede espressamente l’esistenza dell’ordinamento sportivo in posizione autonoma rispetto a quello giuridico generale, offre alcuni spunti di riflessione. Se normalmente l’illecito disciplinare ha rilevanza solo in ambito sportivo, altre volte può avere effetti anche per l’ordinamento statale obbligando l’autore al risarcimento dei danni. E` oltremodo evidente pertanto la necessità di stabilire quando “sorge” la responsabilità civile dell’atleta.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.325

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