I “Nuovi diritti” nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

Carlo Magnani

Abstract


La narrazione dei diritti fondamentali si è, nel corso del Novecento, incentrata sull’avvicendarsi di diverse generazioni di diritti: prima i diritti civili, poi quelli politici ed infine quelli sociali. I nuovi diritti hanno assunto il ruolo di quarta e ultima generazione dei diritti, si sono cioè rivelati quali diritti della società tecnologica e complessa, riguardando ad esempio l’ambiente, l’informazione e la comunicazione, la salute, la bioetica nonché orientamenti specifici della personalità umana quali l’affettività. La loro ricostruzione ha presentato talune difficoltà derivanti dalla non menzione diretta nelle principali Carte costituzionali del Novecento, obbligando gli interpeti a valorizzare gli strumenti interpretativi delle disposizioni relative ai diritti fondamentali positivizzati. Un ruolo importante hanno assunto di volta in volta le pronunce giurisprudenziali nonché le legislazioni nazionali. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, ora parte del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, presenta una inedita narrazione dei diritti fondamentali che innova anche la comprensione dei nuovi diritti. La tecnica espositiva sottolinea la scelta di ricondurre ad alcuni valori comuni e indivisibili tutti i diritti fondamentali riconosciuti dal patrimonio costituzionale comune europeo; prescindendo dalle consuete rappresentazioni generazionali. Ecco che i nuovi diritti vengono non solo menzionati ma anche parificati a tutti gli altri diritti, con conseguenze per tutto l’ordinamento comunitario.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.294

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