Italo Mancini: Ricordo di un filosofo del diritto

Luigi Ciaurro

Abstract


L’articolo è volto a ripercorrere il pensiero di Italo Mancini, filosofo urbinate scomparso nel 1993, nel campo specifico della scienza giuridica, alla quale dedicò soprattutto l’ultima parte del suo impegno culturale ed accademico. In particolare, vengono ricostruite le conclusioni di Mancini sul piano del metodo (laddove l’ermeneutica è indicata quale strumento riconciliante nella filosofia del diritto), del diritto civile (ai fini di un’analisi sul fondamento e sulla giustificazione del diritto di proprietà privata immobiliare) e del diritto penale: per una disanima critica delle funzioni tradizionali della sanzione penale, vale a dire la prevenzione, l’emenda e la retribuzione, delineandosi infine una teoria retributiva riformata della pena, che valuti opportunamente la possibilità del perdono e quindi senza alcun obbligo assoluto di applicare la sanzione. Da ultimo, Mancini individua proprio nella pace un “fronte di lotta terreno” da percorrere anche in chiave giuridica e nei diritti dell’uomo (“portento dell’età moderna”) la via da intraprendere per “la giustizia per il creato”, quasi anticipando il senso delle manifestazioni pacifiste del febbraio 2003. Infine, viene pubblicata in appendice una bibliografia essenziale dei testi giuridici di Italo Mancini.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.292

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