El problema de las construcciones privadas parasitarias y abusivas: su regulación y represión en el Bajo Imperio Romano

Maria Belen Malavé Osuna

Abstract


Nella legislazione relativa all’edilizia pubblica, la serie delle norme presenta un crescendo continuo nell’epoca tardo imperiale. Gli interessi di ordine pubblico si fanno sentire nella vita delle città: la regola che vieta la costruzione di edifici privati congiunti ai pubblici è ripetuta nelle costituzioni imperiali. Ecco alcuni testi: C.Th.15,1,25; 15,1,46; 15,1,4; 15,1,38; 15,1,47; C.8,11,6; C.8,11,20.

Il regolamento della distanza può essere suggerito dall’interesse estetico e dalla sicurezza pubblica, per evitare gli incendi: C.Th. 15,1,4 prescrive la distanza di cento piedi dai magazzini pubblici e C.Th. 15,1,46 prescrive la distanza di quindici piedi dagli edifici pubblici: non mancarono tentativi per rimettere in vigore l’ambitus. Ai contravventori è comminata la demolizione degli edifici fabbricati sul confine e in un caso speciale una multa (C.8,11,20). Alcune norme prescrivevano l’intervallo fra gli edifici nella città di Costantinopoli ma Ammiano Marcellino parla di Roma, essendo ispirate a ragioni di interesse pubblico contro il fuoco, ma l’interesse estetico fece introdurre alcune gravi limitazioni (C.Th.15,1,25).


Full Text

PDF


DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676%2F238

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.



-- Progetto a cura di Sebastiano Miccoli --
-- Supporto tecnico a cura del Servizio Sistema Informatico di Ateneo --