Legalità e legittimazione del diritto penale

Gabriele Marra

Abstract


No criminal law provision is legitimate only because it is stated by the law. A check of its social working is an equal important range to discuss critically its lawful basis. This is the legacy of the Enlightenment Revolution. In the so called “world risk society” this kind of check is of vital importance. Nevertheless, a thick blanket of uncertainty enshroud the way to develop this kind of test. A look in the History may help to solve this modern question.

La ricerca di una razionale legittimazione dell’intervento punitivo, che non si esaurisca nella legalità formale dei precetti, è, almeno sul piano ideale, patrimonio comune della scienza penalistica post-illuministica. Le più recenti evoluzioni del quadro normativo, sospinte dalla pressione esercitata da mutazioni epocali intervenute nella filosofia politica e sociale della “società globale del rischio”, ripropongono con urgenza la necessità di tornare ad interrogarsi sul perché si ricorra alla pena per fronteggiare conflitti - reali e potenziali – tra interessi. Urgenza che la scienza penalistica, sebbene frastornata dalla rapida liquefazione dei punti di riferimento usualmente utilizzati per articolare la propria riflessione sui limiti di legittimo intervento del diritto penale, percepisce chiaramente; al pari della consapevolezza circa l’inadeguata calibratura degli strumenti indispensabili per poter fornire convincenti risposte in merito. Uno sguardo al passato, come quello che si dà nella pagine che seguono, può aiutare a superare alcuni degli impedimenti, anche metodologici, che a tutt’oggi si frappongono ad un efficace approfondimento della discussione sui fondamenti di legittimazione dell’intervento punitivo nel XXI secolo.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.153

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