Ancora sul Tribunale di Urbino (La sua travagliata storia in relazione al rischio della soppressione)

Anna Maria Giomaro

Abstract


This work considers the critical junctures in which, from the Restoration (1815) till today, the persistence of the Court in Urbino – where it was established when the Dukedom was a vassal of the Papal State (1506: by the decree dated 26th April 1506, Duke Guidobaldo, to judge in the second and third instance all causes of his state, founded the “Collegio dei Dottori”, which would become the nucleus of the University of Urbino) – had been at risk. Therefore it has been analyzed the situation of Urbino during those historic moments in which the judicial geography set the need for a revision: i.e. after Napoleon’s exit from the political scene, as part of an historic climate of restoration that cannot fail to take account of new realities (the Court of Urbino is deleted from 1816 to 1817). After the unification of Italy, again under the impulse of opposing pressures between the conservatism of the past and the need of the new (the Court of Urbino is not suppressed: 1872-1873). At the beginning of the Fascist period (the Court of Urbino is deleted from 1923 to 1933). There are finally some considerations about the present situation in the light of Italian Legislative Decree No. 155. September 7, 2012: “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli Uffici del Pubblico Ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148” (“New organization of Ordinary Courts and Offices of Public Prosecutor, in accordance with article 1, paragraph 2, of Law No. 148 September 14, 2011”).

Si prendono in esame qui i frangenti in cui dall’età della restaurazione (1815) ad oggi è stata posta a rischio la persistenza a Urbino della sede giudiziaria istituitavi fin dal tempo in cui il ducato era vassallo dello Stato Pontificio (1506: con decreto del 26 aprile 1506 il Duca Guidubaldo II, per giudicare in seconda e terza istanza tutte le cause del suo stato, istituisce il Collegio dei Dottori che costituirà anche il nucleo dell’Università di Urbino). Si considera pertanto la situazione dell’urbinate nei momenti storici in cui si è maggiormente imposta la necessità di una revisione della geografia giudiziaria: cioè all’indomani della uscita di Napoleone dalla scena politica, nell’ambito di un clima storico di restaurazione che non può non tener conto di nuove realtà (il tribunale di Urbino è soppresso dal 1816 al 1817); all’indomani dell’Unità d’Italia, anche in questo caso sotto l’impulso di pressioni contrapposte fra il conservatorismo del passato e l’esigenza del nuovo (il tribunale di Urbino non è soppresso: 1872-1873); all’inizio del periodo fascista (il tribunale di Urbino è soppresso dal 1923 al 1933). Si pongono infine talune considerazioni circa la situazione attuale alla luce del D. Lgs 7 settembre 2012 n. 155 recante “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli Uffici del Pubblico Ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148”.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.150

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