Questioni sostanziali e processuali connesse al trasferimento della sede sociale di società di capitali all’estero

Gianpiero Samorì

Abstract


Il generale e perdurante scenario di congiuntura economica ha reso quanto più attuale il tema della delocalizzazione delle imprese, quale approccio strategico per la sopravvivenza delle stesse ed il miglioramento della loro performance nei mercati globalizzati; correlativamente si è accresciuta l’importanza delle operazioni di trasferimento transnazionale della sede sociale.

Il presente studio – muovendo dall’analisi dei meccanismi di coordinamento dei sistemi giuridici in materia societaria – si pone principalmente lo scopo di verificare se ed in quali limiti le vicende in esame siano connotate dalla continuità giuridica soggettiva oppure dall’estinzione della società trasferitasi all’estero. È stato così analizzato il criterio di collegamento di cui all’art. 25, l. n. 218/1995, evidenziando la limitata ricostruzione operata dalla prima giurisprudenza di merito, per giungere poi all’assunto della unicità soggettiva dell’ente societario coinvolto, confermato anche dalla giurisprudenza sovranazionale della CGCE in punto di libertà di stabilimento.

Tale preferibile lettura ermeneutica rende necessario lo studio dei riflessi processuali concernenti la legittimazione sostanziale e processuale in capo alla compagine trasferitasi e la validità di un’eventuale citazione dalla stessa proposta. Ciò anche in confutazione della posizione assunta dalla Corte di Appello di Bologna con sent. n. 308 del 22 marzo 2010, la quale pur asserendo di condividere l’assunto della continuità ne ha disatteso la pratica applicazione. In conclusione, una riflessione empirica circa la complessità del sistema, la sua insuperabilità a livello extraeuropeo, e l’auspicio – nella prospettiva di riforma – di una chiarificazione normativa dei trasferimenti intraeuropei.

 

The general and persistent economic scenario has made the issue of company relocations more topical, as a strategic approach that will ensure the survival of businesses and the improvement of their performance in globalized markets; likewise the relevance of cross-border transfer operations of the registred office has increased.

This essay – moving from the analysis of connection mechanisms between legal systems on corporate subject – primarily seeks to verify whether and to what extent the subject matters under consideration are characterized by subjective legal continuity or by the extinction of the company moving abroad.

The linkage criterion set out in article 25, l. n. 218/1995 is analyzed, highlighting the criticizable reconstruction carried out by the first jurisprudence of merit, to arrive at the assertion of the subjective unit of the company involved, as confirmed by the supranational jurisprudence of the ECJ on freedom of establishment.

This preferred hermeneutic reading makes it necessary to study the procedural reflections concerning the substantive and procedural legitimacy of the transferable entity and the validity of its writ of summons. This should be consider in rebuttal to the judgment of the Court of Bologna, March 22, 2010, n. 308, which, in spite of sharing the principle of continuity, has disregarded its practical application.

To conclude, an empirical observation on the complexity of the system, its insurmountability at an extra-European level, and the hope – in the perspective of reform – for a clarification of the rules on intra-European transfers. 


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.1298

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