Dubbi sulla collatio lustralis e la sua abolizione

Anna Maria Giomaro

Abstract


Dalla considerazione delle fonti relative all’abolizione della collatio lustralis, cioè l’imposta in oro e argento variamente indicata come chrysargyron o auraria che a partire – sembra – da Costantino veniva a colpire i negotiatores con periodicità quinquennale, si perviene a tracciare le linee di connotazione dell’imposta stessa attraverso il Codice Teodosiano al fine di confrontare il racconto di Evagrio (di Cedreno, di Procopio, di Prisciano, e degli altri testimoni antichi) con la costituzione anastasiana riportata in C. 11.1, nonché quest’ultima con lo scopo effettivo realizzato dai compilatori giustinianei nella composizione del titolo de tollenda lustralis auri collatione.

Considering an analysis about the sources on the abolition of the collatio lustralis (a tax in gold and silver, also known as chrysargyron or auraria, instituted by Constantine and levied every five years on the negotiatores), it provides a record of the main characteristics of this tax through the Theodosian Code, to verify the report of Evagrio (Cedreno, Procopio, Prisciano, and some other ancient witnesses) with the constitution of Anastasio C. 11.1, and this one with the purpose of the Justinian’s compilators of the title de tollenda lustralis auri collatione.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.1283

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