Comunicazioni elettroniche e convergenza tecnologica: concorrenza e pluralismo.

Carlo Magnani

Abstract


La libertà di comunicare il proprio pensiero liberamente, il cui riconoscimento accompagna l’affermazione del costituzionalismo moderno, rappresenta la base costituzionale di ogni libertà relativa alla sfera delle comunicazioni. Essa garantisce una delle fondamentali espressioni della individualità, tanto da collocarsi quale premessa stessa dell’organizzazione democratica del potere.
Il ruolo strategico delle tecnologie delle informazione e della comunicazione è la premessa da cui muovono le politiche dell’Unione europea in merito alla Società dell’informazione. Il settore delle tecnologie della comunicazione è diventato ben presto per le istituzioni comunitarie un terreno di sperimentazione per lo sviluppo di normative e prassi innovative. Il processo di convergenza tecnologica delle reti e dei servizi che è alla base della multimedialità e della affermazione della “rete delle reti”, ha prodotto una radicale innovazione non solo nelle infrastrutture ma anche nella configurazione giuridica complessiva del sistema della informazione.
I documenti comunitari che pongono le basi della Società della informazione muovono dal confronto con la realtà della convergenza tecnica tra diversi comparti delle telecomunicazioni, della radiotelevisione e delle tecnologie
di comunicazione.
La garanzia della concorrenza tra più operatori e reti di comunicazioni non ha solo il significato di regolare in maniera efficiente un settore merceologico, ma si pone piuttosto quale garanzia per il pluralismo della circolazione delle idee attraverso l’accesso di tutti alle risorse tecnologiche della informazione.

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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.127

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