Appunti sulla nozione giuridica di “crisi” d’impresa come stato di non insolvenza (irreversibile)

Andrea Maria Azzaro

Abstract


Il termine “crisi” emerge nel diritto fallimentare come categoria concettuale priva di una precisa connotazione giuridica, collocandosi nell’ampio alveo della distinzione tra insolvenza, reversibile e irreversibile, e temporanea difficoltà ad adempiere.

I vari riferimenti normativi allo stato di crisi introdotti con la riforma (ex artt. 160, 182-bis, 67, co. 3. Lett. e) ecc. Legge fall.) sembrano avere in comune sul piano giuridico la distinzione dalla situazione di insolvenza (art. 5 Legge fall.), identificando situazioni di squilibrio economico-finanziario (in ipotesi) reversibile, ove l’impresa – godendo (ancora) di credito – pare idonea a produrre valore e, quindi, si ritiene possa restare sul mercato.

Seppure al limitato effetto della ricorrenza dei presupposti di ammissione al concordato preventivo (art. 160, ult. comma, l. fall.) la “crisi” si estende, lambendola, sino all’insolvenza, vero spartiacque incontrastato, sino a tempi recenti, del “diritto fallimentare”.

Ma in tal modo si pone un discrimine tra crisi e insolvenza, ponendo il problema di definire lo stato di crisi, di cui il legislatore della riforma, nonostante i reiterati interventi, non ha dato alcuna nozione, pur essendo numerose le norme che lo prevedono.

Il concetto di crisi, se appare sfuggente sul piano giuridico, si presta ad una precisa definizione su quello economico, in cui può definirsi come “quel processo degenerativo che rende la gestione aziendale non più in grado di seguire condizioni di economicità a causa di fenomeni di squilibrio o di inefficienza, di origine interna o esterna, che determinano appunto la produzione di perdite, di varia entità, che a loro volta possono determinare l’insolvenza che costituisce, più che la causa, l’effetto, la manifestazione ultima del dissesto”.

Ma se tale è la connotazione economica dello “stato di crisi”, si spiega perché gli studiosi, ritenendo il concetto indefinito, si siano mostrati in genere restii a delinearne una nozione giuridica, che anche oggi non sembra agevole delineare se non, appunto, in negativo, come ampia area che giunge sino al limite oltre il quale lo squilibrio economico-finanziario diventa irreversibile.

 

 

The term “crisis” emerges in bankruptcy law as a conceptual category devoid of a precise legal connotation, placing itself in the vast river of the distinction between insolvency, reversible and irreversible, and temporary difficulty in fulfilling.

The various regulatory references to the crisis situation introduced by the reform (ex Articles 160, 182-bis, 67, and 3). Law fall.) Seem to have a legal separation from the insolvency situation (Article 5 Law fall), identifying situations of reversible economic-financial imbalance (where hypothesis) where the enterprise - enjoying (still) credit - it seems appropriate to produce value and, therefore, it is believed to remain on the market.

Despite the limited effect of the recurrence of the conditions for admission to the preventive agreement (Article 160, last comma, l. Fall), the “crisis” extends, lending, until insolvency, a true undisclosed land, until recently, Of “bankruptcy law”.

But in this way there is a discrepancy between crisis and insolvency, putting the problem of defining the state of crisis, which the Reformer legislator, in spite of the repeated interventions, did not give any idea, even though there are numerous norms that envisage it.

The concept of crisis, if it appears legal in the legal sense, lends itself to a precise definition of the economic one, in which it can be defined as “that degenerative process that makes business management no longer able to follow economic conditions due to phenomena of Imbalance or inefficiency, of internal or external origin, which results in the production of losses of varying magnitude, which in turn can determine the insolvency that constitutes more than the cause, the effect, the last manifestation of the disaster”.

But if such is the economic connotation of the “state of crisis”, it is explained why the scholars, considering the indefinite concept, have generally been shown to reveal a legal notion that even today does not seem easy to outline if not in Negative, as a large area that reaches the limit beyond which the economic and financial imbalance becomes irreversible.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.1064

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