La “continua” lotta per l’indipendenza

Luis José Berroterán Acosta

Abstract


In America era divampato il fuoco della libertà. Pronunciarmi sull’eroismo dei nostri insigni liberatori costituirebbe in ogni caso un atto di ribellione. L’indipendenza, vista attraverso il prisma della ragione, fu il convincimento di tutta la società che il Venezuela era nato per essere un Paese libero, senza alcun assoggettamento, senza catene nè manette. Nel 1810, le contraddizioni tra popoli peninsolari e creoli erano molto profonde, però al di sopra di esse prevalse sempre l’unità, generata da un unico obiettivo comune: l’amministrazione del governo sulla base della libertà. Il giuramento di fedeltà che c’era stato da parte della Giunta nei confronti di Re Fernando VII, era stato annullato dal Re stesso nell’atto di consegna dei suoi diritti a Bayona. La Società Patriottica, composta da uomini assetati di libertà, di cui fu membro l’illustre Simón Bolívar, mirava a deporre l’Impero Spagnolo e a consolidare un nuovo governo fatto di venezuelani e per i venezuelani, attraverso il rifiuto del popolo di riconoscere il Consiglio di Reggenza 1: ciò permise di porre le basi dell’emancipazione del primitivo concetto di una protesta da parte della Spagna contro le aspirazioni espansionistiche dell’Impero Napoleonico.  (… segue …)

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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/1825-1676.105

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