Ordinamento sezionale del credito e diritti fondamentali della persona

Alberto Clini

Abstract


L’ordinamento sezionale del credito è stato oggetto di letture dottrinarie risalenti, per descrivere sotto diverse angolazioni, le speciali esigenze che giustificavano un’amministrazione derogatoria per la rilevanza dello specifico settore nel contesto economico di crescita e di sviluppo del Paese.

Analisi più recenti hanno messo in luce una continuità dei tratti di supremazia speciale che hanno caratterizzato, anche dopo la riforma bancaria degli anni Novanta del secolo scorso, il settore creditizio, reiterando delle caratteristiche sezionali non conformi all’assetto dei poteri pubblici previsto nella cornice costituzionale.

Le indagini sui rilievi e sulle incidenze di un ordinamento sezionale paiono perdere d’attualità in seguito all’espansione del diritto europeo nei campi di interesse economico, nella prospettiva di creazione di un mercato unico ispirato alle regole della libera concorrenza.

Dopo le recenti crisi sistemiche, il processo di espansione ha portato ad un rafforzamento del ruolo sovranazionale, attraverso l’introduzione di meccanismi unici di vigilanza bancaria e di risoluzione delle crisi, accentrando a livello europeo le funzioni precedentemente esercitate da autorità regolatrici nazionali. Pertanto, se la nuova fase di verticalizzazione europea, nonostante le molteplici difficoltà di avvio dei nuovi meccanismi e di omogeneizzazione delle procedure, dovesse entrare a regime – nell’ottica di assicurare una gestione “neutrale” all’insegna del principio di libera concorrenza -, permane il rischio non solo di ritrovare, ad un livello sovraordinato, la reiterazione dei tratti e dei limiti propri di un ordinamento sezionale – per come si è cercato di analizzarlo – ma soprattutto di perpetrare un sistema inadeguato al perseguimento degli interessi pubblici primari, quali il controllo di stabilità e la tutela del risparmio. Il tentativo di riorganizzare il settore di regolazione bancaria non può quindi essere disgiunto dal recupero della fiducia nelle iniziative economiche (verso i mercati, nell’assumere rischi imprenditoriali, nel concedere il credito e via dicendo) che a sua volta è reso possibile – si crede – non attraverso raffinate e tecnicamente sofisticate sovrastrutture ordinamentali, bensì ponendo al centro del sistema dei pubblici poteri- anche europei – la sovranità della persona.

 

The sectional credit system has been the subject of doctrinal readings dating back, to describe under different angles, the special needs that justified an administration derogating for the relevance of the specific sector in the economic growth and development context of the country.

More recent analyzes have brought to light a continuity of the traits of special supremacy that have characterized, even after the banking reform of the nineties of the last century, the credit sector, reiterating the sectional characteristics not entirely consistent with the structure of the pub powers provided for in the constitutional framework.

Surveys on the findings and incidences of a sectional order appear to be losing its relevance following the expansion of European law in the fields of economic interest, with a view to creating a single market inspired by the rules of free competition.

After the recent systemic crises, the expansion process has led to a strengthening of the supranational role, through the introduction of unique mechanisms of banking supervision and crisis resolution, centralizing at European level the functions previously exercised by regulatory authorities national. Therefore, if the new phase of European verticalization, despite the many difficulties of starting up the new mechanisms and homogenizing the procedures, should be fully implemented - with a view to ensuring “neutral” management based on the principle of free competition - the risk remains not only of finding, at a higher level, the repetition of the traits and limits of a sectional order - as we have tried to analyze it - but to perpetuate an inadequate protection of savings.

The attempt to reorganize the banking regulation sector cannot therefore be separated from the recovery of confidence in economic initiatives (towards markets, in taking on entrepreneurial risks, in granting credit and so on) that in turn is made possible - it is believed - not through sophisticated and technically sophisticated superstructures, but by placing the sovereignty of the person at the center of the system of public powers - even European ones.

PAROLE CHIAVE: ordinamento sezionale, politiche monetarie e del credito, banche, sovranità della persona.
KEYWORDS: sectional system, monetary and credit policies, banks, sovereignity of the person.


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/2610-9050.2008

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