Editoriale

di Lanfranco Ferroni

Lo spirito che anima il progetto culturale e scientifico del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino è ben riassunto nell’intitolazione che si è voluta dare alla nuova rivista online. Cultura giuridica e diritto vivente vuol rappresentare il sapere del diritto nella sua ampiezza e complessità, nel rispetto delle molteplici componenti che in esso confluiscono e che concorrono a delinearlo.
Oggi, più che mai, chi studia il fenomeno giuridico avverte il bisogno di seguire percorsi scientifici complessi, caratterizzati dall’interdisciplinarietà e dalla possibilità del confronto fra storici, filosofi, sociologi e studiosi del diritto positivo attuale, necessario per l’approfondimento di ogni argomento giuridico. Il legame tra la cultura del diritto e il diritto vivente vuole porre in risalto questa direzione composita, ma anche indicare il punto di partenza: il sapere giuridico può articolarsi, svilupparsi ed accrescersi soltanto attraverso i suoi interpreti, quali che siano i luoghi nei quali essi operano: nelle aule universitarie come nei tribunali, negli spazi riservati alla ricerca, alla riflessione, al dialogo.
Un diritto che - lo sottolinea bene Giuseppe Giliberti nel Manifesto - è materia appunto “vivente”. Non soltanto nel senso, meramente ricognitivo, di prevalente interpretazione della norma offerta dalla giurisprudenza, bensì, in prospettiva spiccatamente propositiva ed evolutiva, quale risultato di un procedimento ermeneutico in cui si tenga conto degli interessi, dei valori gerarchicamente sovraordinati in un dato sistema giuridico ed espressivi della cultura giuridica del tempo.
Urbino, di questo progetto, non è soltanto lo sfondo. Città di un primo, lontano Rinascimento di straordinarie emozioni, dalla sua memoria riaffiora un metodo dell’indagare che, se da un lato suggerisce il superamento di angusti steccati disciplinari, dall’altro non omette di sollecitare il rispetto del rigore proprio e connaturale della ricerca scientifica. Nella necessità della misurazione e negli ordini della misura risiede il senso più intimo del diritto, così come della cultura e della scienza giuridica. Lo evocano magistralmente i regoli e le misure onnipresenti nelle visioni del Rinascimento urbinate di Mario Logli, che ci riportano alle sfide del presente.
In questo difficile ma affascinante percorso, Cultura giuridica e diritto vivente si prefigge di accogliere ad Urbino i cultori del diritto con le antiche domande, i vecchi e nuovi dubbi e le possibili risposte, e di porsi come una ideale, moderna agorà, dove la ragione e la misura non disdegnino le intuizioni creative ed innovative, dove la cultura non rappresenti soltanto un segmento, bensì la prosecuzione dello straordinario cammino delle Scienze e delle Arti e dell’inarrestabile evoluzione dell’Uomo.