La prevenzione degli infortuni sul lavoro e il caso Thyssenkrupp. I limiti penalistici delle decisioni rischiose nella prospettiva delle regole per un lavoro sicuro

Gabriele Marra

Abstract


La condanna per omicidio volontario - sub species dolo eventuale - dell’amministratore delegato della Thyssenkrupp è una novità assoluta nel quadro della prassi relativa all’accertamento delle responsabilità conseguenti alla verificazione di eventi infortunistici nei luoghi di lavoro. Plurime sono tuttavia le critiche che possono muoversi a tale decisione. In particolare, quella di aver trascurato due elementi qualificanti l’attuale disciplina della sicurezza dei lavoratori: (i) l’incertezza con cui si confronta chiunque sia gravato di obblighi di prevenzione del rischio; (ii) la dimensione organizzativa che connota l’intero impianto regolamentare vigente in materia. La non adeguata valorizzazione di questi profili da parte del giudice penale, introducendo una marcata discontinuità rispetto alle cadenze disciplinari fissate dal legislatore extrapenale, compromette, in prospettiva, talune delle condizioni da cui dipendono le possibilità di assicurare una prevenzione effettiva e, quindi, un elevato livello di protezione dei soggetti esposti ai rischi generati dall’esercizio di attività d’impresa. Le possibilità ed i limiti di un maggior livello di integrazione tra criteri di imputazione penalistica e disciplina extrapenale di riferimento, in vista del superamento di questo esiziale gap, sono oggetto delle riflessioni che seguono.

The judgment in the Thyssenkrupp’s case stated an absolutely new principle, almost for the Italian experience. For the first time a top manager has been convicted for the voluntary homicide of seven of his employees. An event caused by the lack of some qualified preventive measures. The employer omitted these measures because a wrongful evaluation of the risk suggested to save their costs. In so doing – as the Court noted – he accepted the risk of such dramatic event, acting with dolus eventualis. The lack of any consideration of two fundamental features – (i) the uncertainty characterising any decision about risk and (ii) the organizational dimension of regulatory environment - undermines this conclusion and jeopardizes, in the long run, the effectiveness of the whole prevention’s system. The possibilities of an high level of integration between criminal law and workers’ security regulation are here discussed in order to fill this fatal gap.

Parole chiave: dolo eventuale, colpa, responsabilità degli enti, prevenzione, rischio, organizzazione

Keywords: dolus eventualis, negligence, corporate crime, prevention, risk, organization


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DOI: http://dx.doi.org/10.14276/2239-8066.25

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